COMUNIONE E SEPARAZIONE DEI BENI

Il regime patrimoniale coniugale, la cosiddetta comunione dei beni, è un accordo tra due o più
individui che mettono a disposizione i propri beni costituendo un patrimonio comune, godendone
equamente dei frutti e partecipando insieme alle spese.
Con tale procedura i beni acquistati dai coniugi, insieme o individualmente nel corso del
matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi e ne
diventano proprietari al 50%, indipendentemente dall’apporto reale di ognuno.
La legge n. 151/75 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio, in assenza di altra
volontà, viene applicato automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
La separazione dei beni è un diverso regime patrimoniale coniugale, ossia un criterio di
distribuzione tra i coniugi della ricchezza acquisita durante il matrimonio. Nel regime di
separazione dei beni, infatti, ogni coniuge è titolare esclusivo dei beni acquisiti durante il
matrimonio e quindi gli sposi mantengono la titolarità esclusiva anche sui beni acquisiti durante la
loro vita coniugale. Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a
contribuire alle spese, ognuno proporzionalmente alle proprie possibilità.
Tale convenzione deve essere stipulata per atto pubblico sotto pena di nullità (art.162 c.c.). La
scelta del regime di separazione dei beni può essere fatta dagli sposi:
-prima del matrimonio, con appropriata convenzione stipulata davanti ad un notaio o al momento
della richiesta delle pubblicazioni;
-al momento della celebrazione del matrimonio, rendendo apposita dichiarazione al celebrante
(Ufficiale di stato civile, Parroco o altro ministro del culto);
-dopo il matrimonio, con convenzione stipulata davanti ad un notaio.
Avv. Fabiana Saltelli
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