Malattia del lavoratore: il datore non può contestare il certificato medico senza prove

Può capitare che il datore di lavoro ritenga che il dipendente non fosse realmente malato, nonostante la presenza di un regolare certificato medico.
È una situazione che genera spesso tensioni e che, in alcuni casi, sfocia persino in procedimenti disciplinari o licenziamenti.
Ma è sufficiente che il datore affermi che il lavoratore “stava bene” per mettere in discussione la certificazione medica?
La risposta, secondo i principi affermati dalla giurisprudenza, è negativa.
Il certificato medico ha un valore probatorio
Il certificato rilasciato dal medico costituisce un elemento di prova dello stato di malattia del lavoratore.
Ciò significa che non può essere semplicemente ignorato o contestato sulla base di mere supposizioni o convinzioni personali del datore di lavoro.
Chi intende metterne in dubbio il contenuto deve fornire elementi concreti a sostegno della propria tesi.
Non basta una semplice contestazione
Non è sufficiente affermare che il lavoratore appariva in buona salute o che è stato visto svolgere determinate attività.
Occorre distinguere tra fatti che possono far sorgere un sospetto e la prova dell’inesistenza della malattia.
Quando la contestazione riguarda la correttezza della diagnosi o l’effettiva esistenza della patologia, la questione assume natura medico-scientifica.
Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, è necessario un accertamento tecnico, fondato su valutazioni medico-legali.
Il datore può comunque difendersi?
Certamente.
Se dispone di elementi oggettivi che fanno ritenere abusiva l’assenza per malattia, il datore può svolgere gli accertamenti consentiti dalla legge e, ricorrendone i presupposti, adottare le iniziative opportune.
Tuttavia, eventuali contestazioni devono essere supportate da prove adeguate e non possono basarsi esclusivamente su valutazioni soggettive.
Cosa deve fare il lavoratore?
Se il proprio stato di malattia viene contestato, è importante:
- conservare tutta la documentazione sanitaria;
- verificare il contenuto della contestazione ricevuta;
- evitare dichiarazioni affrettate;
- rivolgersi tempestivamente a un professionista.
Una corretta gestione della vicenda sin dalle prime fasi può risultare determinante.
La certificazione medica non può essere messa in discussione con una semplice affermazione del datore di lavoro.
Quando si intende contestare l’effettiva esistenza della malattia, sono necessarie prove concrete e, nei casi in cui la contestazione investa aspetti sanitari, un adeguato accertamento tecnico.
Ogni situazione, naturalmente, deve essere valutata sulla base delle circostanze specifiche.
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